Chi Sono
La Piccola Cey. PiCCey. Bistecchina. Buffa, Abbraccidipendente, Insicura, Fragile e Forte insieme, Libromane, Radiohediana, Permalosa, Discontinua, Luminosa, Sarcastica, Lunatica, Dolce, Sensibile, Saltellante, Ottimista e sognatrice fino al midollo, Paranoinca e Ansiosa, Tenera, Un po' "zabetta", Puntuale, Ordinata, Telefonofobica, Fedele, Metodica in tutto anche nella pigrizia. Cey.

Credo a
Gli abbracciottoli, I libri, La musica, Lo Scrivere , Correre sotto la pioggia, Lo svegliarsi presto la mattina e rimanere ore sotto il piumone, Noi due, Il sushi, I miei amici, I concerti, I radiohead, Le lettere scritte a mano, I treni, I messaggini inaspettati, La quotidianità, Le sorprese, Il cinema, Fare l'amore, I Serial Killer e i racconti che ti fanno rimanere alzata fino a tardi, I Brividini lungo la schiena, Gli occhi a cuore, Le persone, Quelli che rimangono nonostante tutto, I Peanuts, Le foglie a Stella, La valle incantata, Londra, Milano e i suoi Navigli, Red e Toby, L'Ohana, I nuovi inizi, Il procione spione, I limoni, I rapporti umani, I telefilm, Nana, Tokyo Blues, La Juventus, Gli errori, I ricordi anche quelli che fanno un po' male, I tappeti elastici, Me stessa, E credo che respirare sia dannatamente difficile ma anche bellissimo.

Non credo a
Il senso di colpa che fa così male da impedirti anche di respirare, Le delusioni, L'incapacità di confrontarsi con gli altri, Lo scomparire per sempre, Il fallimento, La perdita di persone importanti, La paura.

Ascolto
Radiohead, Marlene Kuntz, Zucche, Muse, Subsonica, Carmen Consoli, Bersani, Tricarico, Dresden dolls, Placebo, Battiato, Iggy pop, Franz Ferdinand, Verdena, Dire Straits, Elio e Le storie tese, Blind Melon, Ani di Franco, Tori Amos, Beatles, Coldplay, Blur, Verve, Oasis, Afterhours, Clinic, Sounds, Air, Pixies, Guccini, De Gregori, Stereophonics, Smiths, Baustelle, Rem, Violent Femmes, Bjork, Donatella Rettore, George Michael, Gaber, Kooks, Perturbazione, Rush, Low, Strokers, Sigur Ros...

Vedo
American Beauty, Il Laureato, red e Toby, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Codice d'onore, Monster Inc, Se mi lasci ti cancello, La sposa Turca, A beautiful mind, Il grande dittatore, The prestinge, Il giardino delle vergini suicidide, Il favoloso mondo di amelie, Harry ti presento Sally, Volevo solo dormirle addosso, Jules et Jim, Dopo mezzanotte, Via col vento, Almost famous, Io ed Annie, Provaci ancora Sam, Memento, Seven, Non ti muovere, Pulp Fiction, Kill Bill, Million dollar Baby, Alla ricerca della valle incantata, Lilo e Stitch, Kopps...

Leggo
Ammaniti, Montale, Delerm, Fermine, Tolstoj, Dostoevskij, Coe, Wilde, Mazzuccato, Mazzantini, Welsh, Murakami, Gamberale, Lucarelli, Pennac, Benni, Grossman, Mc Grath, Pitzorno, Mc Ewan, Severgnini, Harris, Sartre, De Beuvoire, Sutcliffe...

Linko

mercoledì, novembre 11, 2009

A fare diversi post tristi di fila non ci riesco più. Non è perchè abbia voglia di fingermi contenta quando non lo sono, all'inizio era così, all'inizio quando ero triste mi sforzavo un casino di vedere anche le cose positive e non lagnarmi, adesso invece non lo faccio più volontariamente, mi viene spontaneo. La verità è che se mi siedo quì a scrivere un post triste e un po' incazzoso mi irrito, mi viene voglia di scuotermi, di scrollarmi forte e di darmi una smossa. Mi viene voglia di pensare a tutte le cose positive che ho attorno, perchè posso essere triste e incazzosa ma ci sarà sempre una nuova puntata di grey's anatomy davvero bella da vedere, la peperonata sul fuoco e ivana che mi dice che sono brava per l'incasso di oltre trecento euro di sabato che non facevamo da un po'. e quando ci sono queste cose non puoi essere solo triste e incazzosa.  Oggi sono triste e incazzosa, ma non sono solo questo e mi sento contenta di esserne capace.

In realtà non ho nemmeno voglia di spiegare cosa non va in questo periodo, è troppo lungo ed è doloroso ed è una noia. Che noia quelle che si lamentano sempre, che stanchezza. Sto diventando una persona così? Non mi piace. Non lo so, però la sera faccio sempre incubi, mi sveglio fradicia di sudore e in metro all'andata e al ritorno dal lavoro non riesco a concentrarmi sulla musica e sulle stronzate ma mi prende l'ansia. E mi vengono in mente mille motivi per cui potrebbe essere così ma alla fine sono tutte ipotesi, quello che resta è questa sensazione di tristezza che mi avvolge in questi giorni e mi irrita.
Forse è perchè banalmente non ho più nulla da aspettare. Non in generale, non nel senso che la mia vita è finita e non so più cosa attendere eh, ma proprio nel quotidiano. Sono una creatura da attese, vivo costantemente proiettata sul futuro e su quello che succederà e quando non ho qualcosa da aspettare mi immalinconisco, mi ammoscio. Me ne stavo lamentando qualche giorno fa con Fabri che mi ha fatto giustamente notare che non posso sperare di avere sempre qualcosa di grande da aspettare ogni due settimane. Perchè natale è troppo lontano, anche se non vedo l'ora che arrivi con tutte le sue luci e i suoi regali, perchè la cena alla trattoria nuova è una cosa troppo alla buona per aspettarla e la verità è che non puoi avere sempre qualcosa di sensazionale da aspettare ogni due settimane, sta a te riuscire a trovare il sensazionale anche nelle piccole stronzate per aver voglia di arrivarci a quei giorni. Voglio riuscirci, anche se adesso mi sembra così difficile voglio riuscirci, voglio aspettare il tuo compleanno che è il ventisei novembre e pensare a come fasciare il tuo regalino come se fosse la cosa più spettacolare del mondo perchè credere che lo sia è l'unico modo per rendere ogni momento della mia vita indimenticabile.
Oggi sono un po' stanca ma domani è giovedì e poi c'è solo venerdì e sabato andiamo alla trattoria nuova e voglio mettermi il mio cappottone nuovo, che non volevo comprare ma che mi serve e che è carino anche se i cappotti mi stanno antipatici, e voglio sforzarmi con tutta me stessa di scrollarmi questa infelicità e questa malinconia generale che mi stanno riempiendo le giornate, voglio inventarmi qualcos'altro per riempirle e lasciare a questi sentimenti solo quei cinque minuti prima di dormire, prima di abbracciare Evaristo e fare sogni con Samuele bersani che mi invita ad uscire per andare a comprare dei collant.

E ovviamente voglio chiudere con te, perchè non potrei fare altro. Non importa se litighiamo [anche se lo facciamo poco, ha!] se ogni tanto mi sembra che non facciamo abbastanza spesso l'amore per colpa dei miei cavolo di problemi e perchè non funziono e blabla, se metà del tempo mi rendi insofferente perchè ti lamenti per ogni cosa e se ne ho sempre una e non ho ancora imparato a chiudere i tupperware e le bottiglie e faccio andare in acido il succo d'arancia facendoci quasi venire la gastrite, tu sei l'unica cosa che mi mette in pace con il mondo. In questo periodo in cui davvero mi sento una corda di violino l'idea di vederti domani è l'unica cosa che mi riconcilia con tutto. Sei tu. Sei la persona che mi sta vicino, che mi fa le carezzine nell'interno del gomito, che si addormenta attaccato a me quando voglio guardare il Gf perchè sono una sfigatona e adoro tutti questi programmi trash, che quando gli dico "Portami a letto in braccio!" ride e mi dice che peso troppo e al massimo potrebbe spingermi e allora rotolo sul pavimento anche se è ghiacciato e mi prende per le braccia e mi trascina facendo sforzi disumani e prendo testate ovunque e rido così tanto che mi sento male. Per fortuna che ci sei. Per fortuna che sei tu.






Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 23:33
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venerdì, ottobre 23, 2009

In realtà volevo scrivere un post molto depresso perchè è banalmente proprio un periodo del cazzo, ma poi ho letto una poesia bellissima nel blog di Madda e non ci riesco più. Quindi scriverò un posto depresso e incazzoso per metà e tutto fiorellini e cuoricini per l'altra metà. Tanto per sembrare un pochino più schizzata del solito, che mi mancava.

Vorrei che le cose fossero più facili, lo vorrei tanto. E non me ne frega niente se le difficoltà rendono la vita interessante, se è stimolante combattere ogni giorno nuove battaglie, io non ne ho voglia. Voglio una vita noiosa, mostruosamente noiosa, ripetitiva e banale e voglio che sia facile. Non sono fatta per le grandi emozioni o forse mi piace pensare, egocentricamente parlando, di essere abbastanza in gamba da avere grandi emozioni anche nella banalità. In ogni caso alle grandi emozioni sono pronta a rinunciare, magari non per sempre ma per un po', a patto che tutto il resto sia più facile. A patto che non ci siano serate come quella in cui ricevo la bolleta di tutto l'anno dell'elettricità, e avevo chiesto al padrone di casa ma lui diceva che era normale, che se fosse una bolletta da dividere in dodici mesi sarebbe un pochino alta ma nemmeno ignobilmente alta invece è lei, è l'insieme ed è grande e mi fa paura. Non voglio più dover dire al mio ragazzo che non potrò portarlo a Berlino per il suo compleanno come avevo deciso perchè è vero che il volo costa poco ma l'ostello, e i trasferimenti, e lasciare Agostino dalla dog sitter al momento non posso permettermeli. Non voglio più che succeda e non importa se mi dicono che lui capirà, non voglio nemmeno che capisca perchè non ce ne dovrebbe essere il bisogno. Non voglio non sapere se potrò andare negli Usa ad agosto perchè a me gli usa ispirano ma non sono fondamentali per la mia vita, per me il prossimo anno saranno ancora lì, ma lui, lui ci tiene davvero tanto e a lui non piacciono molte cose e programmare gli usa gli piace e non m'importa se magari con il tempo accetterà che io non possa fare questa vacanza adesso, io non voglio. Non voglio essere quella che non può fare le cose, non voglio rovinargli i sogni. cacchio dovrei crearglieli io sogni. Dovrei rendere tutto magico e invece non so se riesco nemmeno a fare un cacchio di viaggio non lui, e quando lo abbraccio o lo guardo negli occhi al solo pensiero mi gira la testa e mi sento male. So che magari lui lo accetterà ma non dovrebbe essercene bisogno. Dovrei potergli regalare ogni cosa e non togliergliele.
Sapevo che dopo il buffet avrei subito il calo dell'adrenalina ma sono assolutamente stanca dei problemi. Di non vedere i miei amici quanto vorrei perchè non ho il tempo o peggio perchè non sto bene. Siamo a metà ottobre sarà così tutto l'inverno? Non mi sembra di essere pronta ad affrontarlo, non di nuovo adesso sono stufa. Sono stufa di dirmi che devo essere forte perchè invece ho tutto il diritto di essere debole e perchè ogni tanto non dovrebbe esserci la necessità di essere forte, ogni tanto dovrei poter tirare il fiato e invece è sempre tutto uguale, è sempre tutto in crescendo sia nel bello che nel brutto. Non ero la persona adatta per una vita così, a me la noia non fa paura, a me rilassa e la routine mi fa scintillare gli occhi dalla gioia.
Sono stanca di notare che ogni volta che c'è un uomo mia madre sparisce. E sono sicurissima che stavolta sia quello giusto e sia meravigliosssimo, bellissimo, stupendissimo e l'unico che l'abbia mai fatta sentire donna e amata e millemila altre cose ma sticazzi? Non sono mai stata il tipo di persona che si lamentava delle poche attenzioni di sua madre, mia madre è una donna speciale, con tanti difetti ma speciale e meravigliosa e a bene così ma oggi mi sento davvero stufa. Di vedere che è passata una settimana e non mi ha mai chiamata e a malapena si è limitata a rispondere ai miei sms, sono stufa perchè era già passata una settimana e gliel'avevo fatto notare ma sai "Il tempo vola quando si sta bene" contenta per te che tu stia bene ma a me piacerebbe ogni tanto sapere se sei viva o morta. Forse mi piacerebbe che mi dicessi, ma non lo farai mai anzi hai sempre dimostrato anche a parole il contrario, che sarò sempre il centro del tuo mondo e più importante del tuo nuovissimo grande amore. Non lo sono mai stata, però ogni tanto mi pesa.

"Ecco, ti ho detto che ti amo e non so niente di te.


Ho paura di averti spaventato, ma spero di no, spero che tu mi creda.


Vorrei sapere se ti piacciono le finestre aperte di notte, o se anche tu hai la mania di chiudere le tapparelle alle sei di sera: io non lo posso sopportare.


Mi sembra che tutti gli altri amori non siano niente in confronto al nostro: tu hai inventato l'amore per me, e io cosa ti darò?


Amore mio, non ti lascerò desiderare nulla, perchè tutto, tutto quello che ti potrò dare, non te lo darò nemmeno: sarà tuo subito."

 

Quando l'ho letta ho pensato che fosse stata scritta per noi, sai? Perchè tu chiudi le finestre e le tapparelle quando cambi stanza e io insistevo a lasciarle aperte anche di notte a Parigi quando si schiattava di freddo e dovevamo ranicchiarci sotto il piumone. Quando l'ho letta ho pensato che fosse bellissima e che lo fossi anche tu.

Anche se ti innervosisci per il traffico e poi ti arrabbi con me e borbotti da solo al volante. Anche se quando sei teso, quindi sempre!, ti metti a fare il pesce e nemmeno te ne rendi conto. Anche se sei una sega a farcire gli hamburger e ci hai messo un'ora a mettere il ketchup. Anche se quando ti arrabbi, non con me, mi fai paurissima e se fossi l'omino del riscaldamento con cui discuti ogni mattina chiederei il trasferimento da quanto sei gelido e omicida. Tu per me sei bellissimo perchè mi hai detto che il buffet era venuto bene, perchè mi svegli la mattina per abbracciarmi e ti detesto perchè inizi a dire romanticherie e io vorrei solo dormire ma in realtà mi piace che tu voglia starmi così incollato, perchè finalmente andremo a donare il sangue insieme e sei terrorizzato e tenerissimo. Perchè mentre piango mi abbracci e mi sposti dolcemente e quando penso che tu stia facendo il romantico mi accorgo che hai solo paura che stia sporcando il divano con le lacrime. Sei insopportabile e sei stupendo al tempo stesso. Non sei quello che ho sempre voluto ma sei tutto quello di cui ho bisogno e che spero di meritare.





Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 12:19
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mercoledì, ottobre 07, 2009

La prima volta che sono vidi Parigi avevo circa cinque anni. I miei genitori avevano appena deciso di divorziare e per alleviarmi il colpo avevano pensato di portarmi a Eurodisney. penso fosse un maldestro tentativo di farmi capire che per me ci sarebbero sempre stati, che sarebbero comunque rimasti uniti. Non penso capissero che in realtà io volevo solo che stessero distanti, che non ne potevo più di litigate e urla, che volevo solo silenzio e tranquillità. Che l'idea che ci fossero e fossero insieme mi faceva paura se era quell'insieme di prima. Di quei giorni ricordo le foto che gli facevo insieme, convinta che bastassero delle foto a far cambiare tutto, il peluche di Cip, la giostra con i cavalli e mia madre che perde il cerchietto sulla montagna russa. Ricordo la magia, l'euforia e le pannocchie mangiate in albergo. 

 

 



La seconda volta che vidi Parigi ero con l'associazione cattolica ragazzi [!!!] a cui mi ero iscritta perchè ci andava la mia amica di allora e i viaggi erano scontati. Ricordo di aver trovato Notre Dame scura e incazzosa, ricordo la gita in battello sulla Senna, ricordo il vino rosso sugli Champs rubato al bicchiere del papà della mia amica. Ricordo che mi aveva colpito più l'attesa di Parigi che Parigi stessa.

 



La terza volta invece ero con mia madre ed ero sola al tempo stesso. Lei era al lavoro e io giravo tutta sola per la città. Mi sentivo piccola, a tredici anni scarsi, incazzosa, con le mie canzoni dei pistols nelle orecchie e con gli occhi a cuore per la tomba di Jim Morrison, e grande al tempo stesso. Ricordo che di Parigi avevo amato le viuzze ma non avevo conosciuto la città, quasi che allontanarmi da Place de Voges troppo, oltre che per sporadiche incursioni al Louvre, mi facesse paura. Ricordo il Bar Huitre, il lettone e le mani fredde.

 



La quarta volta invece è stato Eurodisney, sono stati i miei diciott'anni, il mal di gola, le foto non fatte abbastanza e non so, in realtà di quella volta ricordo poco e me ne dispiaccio sempre.
Questa volta invece siamo stati solo noi. Sei stato tu la mia Parigi.

 

 



Parigi non mi è mai piaciuta. Lo ammetto adesso e ancora a bassa voce perchè sembra una mia mancanza, come quando dici che il signore degli anelli ti ha annoiato e tutti sgranano gli occhi come se gli avessi appena ucciso la famiglia [ e a me è successo anche questo "a me il signore degli anelli annoia mortalmente!"], perchè Parigi non può non piacere. Vabbè. A me Parigi non è mai piaciuta. Mi è sempre sembrata troppa, troppo grande, troppo tutta. Sentivo le amiche che parlavano di questa città meravigliosa che scuoteva le viscere mentre a me non era mai riuscita ad emozionare e mi sentivo anche un po' stupida, un po'superficiale ad ammetterlo. Per questo ci sono tornata con te, perchè volevo che diventasse la nostra Parigi, volevo che fosse qualcosa di diverso da tutto quello che era stato, volevo disperatamente che mi piacesse e che fosse speciale.

 

 



Parigi è stata scendere  nell'aereoporto più piccolo del mondo e sentire l'aria frizzante sulla pelle.

Parigi è stato il nostro alberghino in Place della Nation con il copriletto che non si toglie, la doccia più piccola del mondo e il cuscino a serpentone. Parigi sono stati i macarons il primo giorno mangiati nei giardini di Luxemburg, le quiche la mattina vicino alla bastiglia e tu che continui a ripetere che è buonissima e che ne vuoi altre mille. Parigi è stata girare per le stradine mano nella mano e lagnarci per le mille scale di ogni fermata della metropolitana. Parigi è stata le risate per i seggiolini in metrò che sono la mia fissazione, la guida nella borsa e i bacini nell'attesa.

 


Parigi è stata il Sacro Cuore che è il mio posto preferitissimo della città e quella brutta discussione proprio all'uscita della chiesa, sono state le lacrimucce e poi tu che mi abbracci forte davanti agli artisti di strada. Parigi è stata la fonduta, è stato ridere e farci le foto con il biberon e poi chiudere gli occhi e immaginare di aprire un posto tutto nostro con te che mi dici che assumeremo Vanna, ciao Vanna!, e che tu passerai subito dopo il lavoro per aiutarmi e certo che potrò dormire da te dopo anche ogni sera. E so che sono solo sogni, so che forse passeranno dieci anni prima che tutto si realizzi o forse nemmeno succederà mai ma avere qualcuno con cui decidere la parete su cui far fare il decoro della fonduta è un sognare bellissimo. E' tutto quello di cui avevo bisogno.

 


Parigi è stata girare per Pigalle facendo gli scemi e fotografando il Mulino rosso. Parigi è stato ascoltarti mentre mi spieghi chi è Gay Lussac e mi racconti tutte le teorie che conosci e mi sento piccola piccola. Mi piace che mi spieghi le cose, mi piace che tu sia brillante e intelligente anche se in modo diverso da me. Parigi è stata quel negozietto di carta nel Marais con i quadernoni grigi e i decori di cucina e il nostro negozio preferito a Montmartre dove giriamo per ore e continuiamo a chiamarci per mostrarci cose imperdibili. E' stato comprare un bellissimo album per le foto e i ricordi, perchè vuoi che raccolga tutto quello che siamo stati e siamo dall'inizio. Il nostro album è bellissimo ed è ancora più bello passare le ore a scegliere le foto che voglio metterci dentro e pensare a quanto sarai fiero di me quando lo vedrai. Voglio essere migliore per te.



Parigi è stata Amore e Psiche, tu che mi leggi uno dei miei miti preferiti la sera prima di dormire e mi dici che vuoi comprare l'iliade e l'odissea e io che ti prometto che le leggeremo insieme e che per te sarò disposta anche a tirar fuori le mie poche conoscenze di greco per leggerti i brani più belli e non farti perdere proprio nulla. Parigi è stato rivedere la nostra notte stellata con gli occhi a cuore e poi fare gli scemi davanti ad alcune opere. Mi piacerebbe essere colta, mi piacerebbe capire l'arte figurativa ma non ci riesco proprio e così a volte è anche bello avere qualcuno con cui sbarazzarti di te stessa e prenderti un po' in giro.

 


Parigi è stata Versailles che non ci è piaciuta per niente, forse complice anche il brutto tempo, ma anche il giretto in barca, ridere con te che mi insegni a pagaiare e poi rimanere abbracciati per due ore sull'erba a parlare di tutto e stare bene semplicemente. Parigi sono stati i francesci antipaticissimi e io che faccio finta di essere la tua guardi del corpo per evitarti di litigarti con tutto. Parigi sono stati i baci e fare l'amore e addormentarci abbracciati sotto le coperte con la finestra aperta perchè sono insopportabile e soffro il caldo ma dormo con il piumone.

 


Parigi sono stati gli Champs, l'arco di trionfo e la torre. La Torre che la prima volta che l'avevo vista non mi aveva detto niente ma con te è stata stupenda. E' stata vedere il tramonto dall'alto abbracciati, è stato sbagliare l'ascensore da prendere con te che sgrani gli occhi tutto mogio e sei tenerissimo e rimani ore a leggere tutte le cose che ci sono scritte e anche se da un lato vorrei prenderti a testate perchè sei insopportabile dall'altro vorrei solo abbracciarti forte forte.

 


Parigi è stato subway, è stato mangiare il panino più cattivo del mondo perchè tu l'hai preso per sbaglio e non mi va che debba mangiarlo. Non sono il tipo che fa queste cose, non sono così arrendevole di solito, io sbaglio le ordinazioni e il mio compagno deve sorbirsi il mio cibo cattivo, con te è tutto diverso, con te cambia ogni cosa. Non so se in meglio o in peggio ma so che mi fai sentire bene con me stessa. Parigi sono state le crepes che non ci sono piaciute e quella sera che abbiamo visto in un localino le lumache e ho sgranato gli occhi tutta emozionata e tu mi hai portato a mangiarle e mi hai lasciato l'ultima e non ti sei nemmeno lagnato quando aprendola ti ho schizzato di verde tutta la felpa. E' stato raccontarti un'altra parte di me e scoprire un'altra parte di me quando leggendomi alta fedeltà mi dici che anche tu prima che arrivassi io eri un po' come Barry. E lo dici con una trasparenza e una limpidezza che non ho mai trovato in nessuno. e allora non m'importa nemmeno se chiami Rob Fleming Bob o se ti lagni per ogni cosa o non decidi mai che cosa fare, sei stupendo.

 


Parigi è stata Eurodisney. E' stato correre per fare le foto con tutti personaggi e sei stato soprattutto tu che mi incoraggi che mi dici di andare di provare, che mi prometti che avrò tantissime foto anche se non siamo nell'albergo più figo e mi dici che nelle foto sono stupende. Sono cazzate ma mi fanno sentire davvero tanto amata. E' stato it's a small world con te che fai i video e io che sgrano gli occhi come ogni volta. 



E' stata la giostra che adoro con i cavalli dorati, è stato peter pan mangiando le patatine sale e aceto e raccontandoti la storia. E' stato il buzz in cui ho stravinto, e non vinco mai nulla!,  e ridere e prenderci a pistolate e fare la fila di corsa perchè sono subdola e non voglio farti scoprire i trucchi per fare più punti. E' stata la montagna russa del discoveryland, non riuscire a fare nemmeno una foto decente con il castello, la felpa identica che mi hai regalato e di cui mi sento fierissima non solo perchè è bella ma perchè è come la tua e mi fa essere un pochino più simile a te, le mie paranoie sulla pioggia. 

 



E' stata la colazione enorme in albergo, il bagno insieme che adoro fare anche se la vasca è piccolissima, l'ascensore degli studios che mi fa paurissima con l'inserviente che sembra Sheldon. E' stato fare Cars mille volte, ridere e abbracciarci. Sei bellissimo quando sei entusiasta e sono così onorata che mi sia permesso di vederti così. E' stato Stitch Live che non ci è piaciuto e ridere comunque come due scemi per superare la noia. E' stata la fila immensa per le montagne russe, fare le foto con i cappelli più buffi possibili e sentirci molto fighi a non aver speso mille auro per una semplice bottiglietta d'acqua.  E' stata l'atmosfera di Disney che è magia allo stato puro, che è poesia, che è tutto quello di cui hai bisogno quando vuoi scappare dalla realtà, che è ogni cosa solo che più bella. Sei stato tu che mi hai guardato e hai detto "Che bello" perchè non c'eri mai stato da bambino, ma secondo me non importa farle con i tempi giusti le cose, non sempre, noi possiamo crescere insieme.

 


Sono state le lacrimucce all'uscita quando ti ho detto che ero triste e tu avresti potuto rispondere mille cose, alcune giuste ed altre sbagliate, avresti potuto sdrammatizzare o farmi forza o abbracciarmi, tu invece hai semplicemente detto "Anche a me. Viene da piangere anche a me" e avevi gli occhi lucidi come i miei e mi sono sentita capita e fortunata. 

 


Parigi è stato il giorno della partenza quando la mattina mi hai abbracciata sul letto mi hai detto "Mi piaci. Hai cambiato la mia vita. Sei la cosa più bella della mia vita" e non c'era bisogno di dire altro, non c'è mai stato bisogno di altro se non che di te. Ti amo.




Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 11:53
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giovedì, settembre 24, 2009

Fare tutte queste marmellate non mi ha fatto proprio bene. Mi ha fatto venire una voglia assurda che sia già Natale ecco.
Ho voglia di mettermi il vestito bianco che ho comprato ieri di lana caldo caldo e di preparare i pacchetti *_* E tirare le maniche fin sopra le dita quando fa troppo freddo.
Ho voglia del ponte dell'otto dicembre perchè andrò in montagna dove andavo da bambina per la prima volta da dieci e passa anni ed è un sogno che si avvera,  e sono già lì che pregusto la fonduta e la raclette che dobbiamo fare con Fabri.
Ho voglia del vin brulè anche se non l'ho mai bevuto =D Perchè mi suona di telefilm, di camino e di persone intorno al fuoco a raccontarsi il loro profumo preferito.
Ho voglia di preparare una colazione di Natale in ritardo, visto che il 25 sarò sicuro a casa magari il 26 o il 27, per il mio uomo. Ho voglia delle pannocchie come l'anno scorso, dei pancakes, dei cornetti alla crema che mi fanno pensare a piccole donne e di tanta pancetta che sfrigola *e un pochino che non sfrigola per Ago*. Ho voglia che lui abbia la maglietta della Juve e io un pigiamone ridicolo e che provi a fare mille volte un autoscatto con la pannocchia in mano e le dita sporche di burro.
Ho voglia di preparare un menù scritto al pc vista la mia pessima calligrafia perchè una volta mia mamma l'aveva fatto e mi era piaciuto un sacco. E' stato il mio natale più bello a casa.
Ho voglia che Fabri prenda un'ora di permesso il 24 dicembre per venire a casa mia a bere il latte e mangiare i biscotti e farmi credere, come l'anno scorso, che Babbo natale esiste eccome.
Ho voglia di tenere i regali migliori in serbo per il giorno in cui saremo solo noi due e di alzarmi la mattina alle sei dicendo "allora? allora? li apriamo?"
Ho voglia che mia nonna, che mi ha sempre snobbata e che è una stronza che non mi sopporta, mi chieda consigli su come sciogliere il cioccolato perchè da quando cucino le piaccio un po' di più. Poco lo stesso ma meglio di niente
Ho voglia di fare una crema di peperoni per mio padre, e di dirgli che gli voglio bene e che è stato importante nell'ultimo anno avere un rapporto speciale con lui, e la nutella per mia madre perchè le piacerà e lei è di una bellezza assurda quando sorride. Non importa il male che mi continua a fare, non importa quanto stavolta sia difficile smettere di essere arrabbiata, per me sei sempre la donna più bella del mondo.
Ho voglia che Lunny mi chieda il rotolo al cioccolato, e che Ale insista che sulla sua pizza c'è poca mozzarella. Ho voglia di fare un danubio ad albero di natale, regalare a Danny i muffin alla cocacola visto che ne è drogato e la ******** [censura per evitare che il destinatario lo scopra] e ad Ale e Lunny non so ancora. Voglio che i miei regali gli piacciano.
Voglio fare i cesti, voglio dividere le bottigliette di liquore e decorarle con quintali di carta velina e magari con una stoffa un po' country. Voglio che tutti mi chiedano se davvero le ho fatte io e voglio che anche ai genitori di Fabber piaccia quello che gli porterò almeno un decimo di come a me piacciono i loro pomodorini secchi
Voglio fare il regalo a Vanna perchè la mia idea è strafighissima, e voglio che si commuova aprendolo e pensi che è perfetto per lei, perchè è da quando è piccola e leggevo che Valerio non voleva farle il regalo che penso che si meriti qualcosa di speciale.
Ho voglia di carta da pacchetti per tutta la casa e Ago che russa ai miei piedi.
Ho voglia che a Natale lui non sia a Parma ma con sua moglie e che possa essere il Natale della sua rinascita. niente di religioso eh, solo che stia bene.
Ho voglia di preparare la calza della befana per Fabri, tutta salata! è difficilissimo, di sporcarmi le mani con la cannella e di fare anche i biscotti per cani per Ago perchè sicuro si merita un natale speciale.

Ho voglia di natale anche se è solo settembre e non sono messa mica bene.

E domani Parigi.

It's Friday i'm in love

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 18:18
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sabato, settembre 19, 2009

E' un periodo un po' strano. Diciamo che era da un po' che a parte qualche ricaduta, ma questione di giorni a volte anche solo di ore, non stavo male là in basso. Dei miei problemini di salute ho parlato talmente tanto che mi rendo conto adesso, seduta al pc, che semplicemente non so più scrivere una parola che non sia già stata detta almeno mille volte. La cosa che pensavo in realtà è che a certe cose non ti abitui mai. Non mi sono ancora abituata a non star bene. Non mi ci ero abituata durante quei due anni, mi ero abituata a non fare sesso e a non pensare nemmeno al sesso e a poter programmare meno le cose da fare ma al dolore, al dolore proprio per niente, e non mi sono abituata ancora adesso. Riesco a fare l'amore e dormire abbracciata al mio ragazzo, e per com'ero messa solo a luglio scorso è una conquista mica da poco, e riesco a pensare che venerdì si va a Parigi e magari mi dievrtirò pure ma in periodi come questi in cui il dolore è troppo frequente tutto il resto diventa difficile. Perchè ogni volta che vado in bagno a fare la pipì io credo davvero che non farà male. Sono una scemotta, credo in tutto. Credo a Babbo Natale, altrimenti come si spiegherebbero i biscotti mangiati e il latte bevuto? ho anche le foto!, credo al topino dei denti, credo che se un amico ti dice che tra voi è ancora tutto a posto allora ricomincerà a chiamarti e ti dimostrerà davvero che c'è del bene, credevo perfino che le zingare che mi hanno "rapinato" in negozio l'anno scorso volessero solo comprare un giocattolo perchè insomma chi ruba con un bambino attaccato al seno. Sono una credulona e ogni volta che vado in bagno, soprattutto quando sono stata brava e magari ho bevuto tantissimo, credo davvero che la piì non farà male. E quando invece mi ritrovo piegata dal male sgrano gli occhi e non capisco. Non mi sono ancora abituata al dolore e soprattutto non mi sono ancora abituata a non credere e ad essere delusa. Mi spezza sempre il cuore.

Però sono forte. E quindi anche se mi sento tanto stanca e l'altro giorno mi veniva da piangere aspettando il bus perchè era in ritardo di venti minuti, e a me le attese non hanno mai pesato e questo dice tutto, e mi sembrava di non avere più il mio tempo tengo duro. Mi faccio i miei piantini, ma pochi! quanto mi irrita piangere da sola °_° è come bere alcolici riesco a farlo solo in compagnia, da sola mi sento stupida, ma tengo duro. Penso al sexy papà, alla chiaccherata spettegolezzo con il mio capo oggi sulle pratiche sessuali di un nostro cliente, e a quando con Ivana insultiamo Gerri perchè è odiosissimo. Penso ad Ago che stamattina quando gli pulivo le rughe mi guardava con gli occhioni ed era proprio bello. Penso al fatto che su un blog c'è una mia fotina e forse piano piano c'è una persona in più nella mia vita. Penso tanto a quelli che ci sono, a quelli che ci sono sul serio, e cerco di pensare il meno possibile a quelli che non possono esserci, e mi viene in mente una certa ragazza sui monti liguri a cui spero davvero vada tutto bene e che mi manca così tanto da sentirmi male perchè è semplicemente mia sorella, e a quelli che invece forse di esserci non hanno poi così voglia. Penso a un'amica che non sta bene e non m'importa se la vedo due volte l'anno, lei amica lo è ancora e allora penso tantissimo a lei e incrocio le dita perchè quella cosa puzzona qualsiasi cosa sia la anneghi a furia di berci sopra un sacco di spritz, o la stordisca con il nome di tutti gli uccelli che conosce come avrebbe fatto Stan Uris che di It è il mio personaggio preferitissimo. Penso a Parigi, penso soprattutto a Parigi con lui anche se Parigi non mi fa impazzire ma so che la renderemo bellissima semplicemente perchè quando siamo insieme riesco ancora a sentirmi felice, a sentirmi bene. Forse non riuscirò a vedere tutto quello che voglio ma per la prima volta nella vita so che ci sarà una persona che mi proporrà di femarci al mc donald anche dieci volte in un giorno solo per farmi stare seduta a riprendermi. E tengo duro.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 12:10
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lunedì, settembre 07, 2009

Oggi è il mio primo giorno interamente libero da due settimane a questa parte e sarà sciocco ma mi è venuta voglia di scriverlo. E di scrivere di nuovo quì. Cos'ho fatto in questo mese?

* Ho fatto i peperoncini ripieni e sono venuti bellissimi nei loro vasetti di vetro che spero rallegrino un pochino il mio natale a casa. E ho fatto le marmellate, i liquori e l'aglio marinato. E la confettura cioccomoka che è la cosa più buonissima del mondo anche se ho sbagliato la consistenza e sembra nutella sciolta a bagnomaria. E mi sono sentita grande senza motivo, forse più che grande mi sono sentita un po' vecchia ma in quel modo rassicurante da nonna papera che fa i sughi per l'inverno. A costo di sembrare patetica e noiosa mi piacerebbe tanto diventare un tipo di persona del genere.

* Gil, il mio patrigno o meglio ex patrigno, si è svegliato e sembra che i danni non siano affatto gravi. Ci vorrà tempo, molto tempo per una guarigione completa e si parla di minimo un anno ma sorride e ha gli occhi incazzosi da quello che mi dicono. Ho chiesto a mio padre di andarlo a trovare con lui. In realtà non penso che ne avrò il coraggio quando arriverà il momento ma se non altro l'ho detto. E' stato qualcosa. Spero che tutti questi qualcosa mi aiutino a costruire una persona migliore.

* Sono stata ferita da persone che mi hanno spezzato il cuore anni fa e mi sono accorta che come non è cambiata la loro superficialità, purtroppo non sono cambiata nemmeno io. Sono ancora fragile, piccola e arrabbiata alla faccia degli anni passati. Ho ancora certi brividi, ho ancora tanta rabbia e soprattutto ho ancora una certa speranza che sconfina nell'illusione. Non so quanto mi piaccia questa parte di me ma temo che sia davvero difficile cambiarla, per adesso mi accontento di riuscire a superare le piccole ferite più velocemente. Ho pianto quando sono stata ferita di nuovo, sulla spalla del mio ometto a cui ho anche macchiato tutta la maglia, ma poi mi sono rialzata e sono andata a cucinare e il resto delle cose sono andate di nuovo a posto. Forse ci starò sempre male per le amicizie finite ma forse piano piano ci starò male per meno tempo.

*Sono stata delusa da alcune amicizie, anche quì parlo di ferite lievi, di mancanze di rispetto, di mancanze di attenzioni, di domande che ho aspettato per troppo tempo e che non sono mai arrivate. Quanto le avrei volute quelle domande, me ne sarebbe bastata una sola in questi mesi, non sono mai arrivate. E mi sono sentita arrabbiata, ferita, messa da parte. E, per fortuna? purtroppo?, mi sono anche accorta che ormai non sono più pronta ad accettare tutto questo, che piano piano c'è qualcosa dentro di me che si sta smuovendo e che pensa di poter pretendere di meglio. E non parlo di devozione totale, di massime attenzioni ma di un po' di cura. Quella la merito, e se non arriva beh del resto posso afrmene davvero poco. Ma ci sono persone, e cito Lunny non per altro ma perchè in questo caso è davvero l'esempio migliore, che quelle domande me le hanno fatte, magari stringendomi un attimo la mano all'ingresso della pizzeria anche se c'era tanta gente, chiamandomi, mandandomi qualche messaggio e mi hanno fatta sentire meno sola e meno spaventata. E mi hanno fatto rendere conto che se è di questo che ho bisogno posso dare il massimo alle persone, posso venire incontro ai brutti periodi, posso passare sopra ad alcune mancanze ma non posso accontentarmi di nulla di meno. O starò sempre così male e non mi va proprio più. Voglio essere felice.

* Ho fatto da tutor a Vanna al lavoro e sono stata benissimo. E' sveglia, intelligente e simpatica. E ci metterei davvero la firma per avere il suo modo di rapportarsi ai problemi. Con ironia e con serietà al tempo stesso, scrollandosi e non piangendosi addosso. Ed è stato proprio carino averla tra i piedi, ridere tantissimo al momento di dare i resti, vederla muoversi benissimo nel mio piccolo mondo e poi raccontarsi, sfogarsi e di nuovo raccontarsi per ore. Mi ha fatto pensare che mi piacerebbe riuscire ad essere un'amica non solo di internet per una personcina del genere. Mi piacerebbe poter pensare a lei come a un'amica vera e soprattutto che lei pensasse a me così, non come una Neghertz che manco so scriverlo però come la sua collega e amica Cey ecco. E se mi stai leggendo, andrai benone perchè sei bravissima molto più di quanto ero io all'inizio che manco riuscivo a battere due tasti sulla cassa e i resti non sapevo cosa fossero. Andrai benissimo perchè sei carina, sei solare, sei gentile e perchè il sexy papà ti porterà fortuna.

* Ho risentito alcune persone che mancavano nella mia vita, sognato e progettato. Sono stati solo momenti magari ma sono stati proprio carini.

* Mi sono sentita fragile e inadeguata e mi sono piaciuta poco nei rapporti e con me stessa. Ma se non altro me ne sono resa conto e spero che serva per evitare questi scivoloni.

*Ho lavorato full time per due settimane, e lo so che è una cazzata e che tutti ci riescono ma Io pensavo di non essere capace. Sono un asso nell'arte di rimandare, di saltare gli impegni eccetera eccetera e invece ci sono andata per tutte e due le settimane. Anche quando ero stanca e il bus non passava e avevo solo mezzora per mangiare e mi veniva da piangere per il nervoso sono andata. E anche se non è stato nulla di eccezionale sono stata contenta di me stessa.

* Ed è stato bello avere te che mi venivi a prendere il giovedì sera e il martedì e che mi abbracciavi forte forte e mi dicevi "Ciao amore". E' stato bello dormirti addosso anche se continuo a voler tenere acceso il ventilatore di notte. E' stato bello cucinare la pizza e vederti sul divano a leggere un libro, era rassicurante e sapeva di famiglia. Ed è bello pensare che a Parigi non manca così tanto e nemmeno a champoluc e che in generale abbiamo tutto il tempo del mondo per fare tutte le cose del mondo. Mi rendi davvero tanto tanto felice.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 15:28
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lunedì, agosto 17, 2009

Venerdì in piscina abbracciati sull'erba mi sono sentita bene. Perchè parlavamo del passo per una volta senza che fossi incazzoso o geloso e senza che io dicessi tutte le frasi sbagliate e ti innervosissi più del solito e mi sono resa conto che per quanto ci siano state tante cose buone, non dovrei dirlo? forse ma non sono e non sarà mai una persona che cancella i ricordi positivi solo perchè una storia finsice, ci sono state anche tante cose che per me non andavano bene, che mi hanno ferita e che forse non meritavo.
Quando ti ho detto che il mio ex aveva la foto del suo grande amore, adesso migliore amica, nel portafoglio e che la mia invece l'aveva messa solo dopo svariati mesi mi hai stretta un po' più forte e hai detto "Povero il mio amore" e mi sono sentita bene. Perchè io all'inizio per quella, e per altre cose stavo male, e poi mi ero imposta di smetterla di non fare la rompiscatole, di crescere e in un certo senso mi ero violentata, mi ero spinta ad accettare cose che semplicemente non facevano per me. Non sono il tipo di persona che non soffre quando il suo ragazzo dice a un'amica in chat, l'unica sera in cui tu non dormi a casa, che ha delle cosce così belle, che vorrebbe passare la notte da lei visto che quella sera è libero, non lo sono e non lo ero, solo che non pensavo fosse un mio diritto e quel tuo abbraccio venerdì mi ha riconciliata con il mondo.



Come quando mi hai chiesto di aiutarti a scegliere una foto da mettere sul comodino e di darti una foto per il portafoglio. Come quando mi dici che faremo un corso di equitazione insieme. Come quando parliamo degli usa, riusciremo ad andarci sul serio?, e continuiamo ad allungare i giorni in cui stare a New york e borbotti dicendomi che non è possibile perdere non solo un giorno a vedere i posti di sex and the city ma anche un altro giorno a cercare i posti di gossip girl. Come quando mi leggi alta fedeltà, che ti sta piacendo!, nel letto facendomi le carezzine e ridi e in quei momenti sei davvero l'uomo più bello del mondo. Come quando ci mettiamo a fantasticare sulla pasticceria che apriremo e decidiamo che il Sivi potrà sempre fare l'happy hour gratis perchè è uno che porta gente, o come quando scegliamo in tutti i posti dove andiamo la villa in cui aprire il nostro b&b. Non dirlo a nessuno ma adesso fuggirei ovunque con te.



Come quando mi chiedi se puoi andare in bagno mentre siamo a tavola perchè i tuoi quando lo fai si offendono e sembri un bambino che ha appena combinato un pasticcio. Come quando arrivi la sera prima del nostro anniversario, alle undici! c'ero quasi riuscita, con il dolcetto che avevo nascosto nella tua credenza e la candela dicendomi "Ma questo cos'è?" e anche se sul momento ti vorrei uccidere perchè hai distrutto la mia sorpresa mi strappi sempre un sorriso.



Come quando ti attacchi a me durante la notte. Come quando ti innervosisci perchè dopo che ho finito di mangiare il gelato a letto cerco di nascondere la carta sotto un libro per non dovermi alzare a buttarla. Come quando mi prendi in giro perchè metto i piedi sporchi sul letto e dici sempre "Che piedini neri!" con la voce tenera tenera quando lo so che vorresti solo urlare "Li togli questi cazzo di piedi dal mio letto che è bianco!bianco!". Come quando guardo la tua casa che è bellissima e penso a che fortuna enorme ho avuto nello stare con un uomo che non mette tappeti pelosi e non arreda la sua magione con i colori del mc donald.



Come ogni volta che facciamo l'amore ed è sempre totalizzante. Come quando ho aperto il mio pacchettino regalo e c'erano gli orecchini più bellissimi del mondo e tu mi hai detto che mi stavano bene e che non ci avevi pensato nemmeno un attimo a comprarli perchè era il primo anniversario e volevi che fosse una cosa speciale.



Come quando ti esalti per un pezzo di focaccia o una pinza e ti metti a fare mille foto dal duomo. Come quando mi accorgo che stai facendo tanti sforzi anche tu per migliorare e che quando ti vengono le botte di incazzatura sei tutto fiero di te stesso perchè ti sono durate solo mezzora. Voglio diventare grande insieme a te, voglio che mi insegni a diventare come sei. Come quando ti esalti per il pane bruciacchiato a colazione o passi mezzora a tagliare in maniera precisissima i cornetti per la tua inaugurazione della casa che non volevi manco fare ma l'hai fatto per darmi qualcosa da aspettare. Come quando mi hai detto "andiamo a champoluc" e hai comprato la macchina per fare la fonduta o la burghignonne e mi hai promesso che la mangeremo insieme e sarà bellissimo e poi mi hai chiesto con gli occhi a cuoricino se potevo portarti a vedere il lago blu. Come ogni volta che esco dal bagno dopo aver fatto una brutta pipì e tu lo capisci senza che te lo debba dire e mi abbracci forte e non mi fai pesare il non poter fare l'amore. Come quando siamo saliti in pedalò insieme e ci siamo schiantati contro una barca. Come quando mi hai portato alla mostra di quentin blake. Come quando mi hai detto"Vediamole la elvis e la sere" anche se insomma non è il sogno di nessun ragazzo rimanere due ore a sentire delle ragazze spettecolare. Come quando mi hai dato quel bigliettino e l'ho letto e mi si sono riempieti gli occhi di lacrime "L'hai scritto!!!" "Cosa?" "Quella cosa! L'hai scritto! L'hai detto" e dio, mio sono sentita così felice, così contenta, così tutto che non ci sono nemmeno parole per descriverlo.



Grazie. E quella cosa lì ecco =).

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 13:32
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giovedì, agosto 13, 2009

E Uno.

A costo di sembrare patetica o peggio diabetica sono vergognosamente felice. Ma proprio vergognosamente




L'interno del biglietto è molto più bellissiminissimo ma per la prima volta lo tengo per me. Perchè è così speciale che se lo leggo ad alta voce ho paura svanisca.

Vergognosamente felice.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 22:54
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giovedì, luglio 30, 2009

Tu ce la fai. Tu ce la devi fare. Perchè devi vedere il Genoa in Europa e rompere le scatole a tutti i tifosi doriani, come facevi con me quando ero bambina.
Tu ce la devi fare perchè del karma non me ne frega niente, perchè non importa tutte le cazzate che hai fatto, non m'importa i torti che ho subito, non me ne frega un cazzo nemmeno di ogni sbaglio che hai fatto e che non ti abbiano fatto imparare quasi nulla. Non importa se sei la persona che più mi ha ferito al mondo, sei la prima persona che non fosse mia madre che io abbia amato. Sei quello che mi ha cresciuto. Sei quello che chiamavo papà anche se facevo un torto al padre vero che ho.

Tu ce la devi fare capito? Perchè se non ce la fai io muoio davvero. E non me ne frega niente di fare la vittima, mnon la faccio mai, mi comporto sermpre bene, stavolta ho il diritto di piangere, urlare e dire che non voglio. Non voglio che tu muoia, Gil. Perchè la prima volta che ti sei lasciato con mia madre mi hai portato all'euroflora e mi hai regalato una pallina antistress e io pensavo davvero che tu fossi la cosa migliore che mi potesse capitare. Qualcuno con cui girare per ore, mangiare schifezze e che ti regala una pallina antistress.
Perchè prima che tutto diventasse complicato, prima che mi spezzassi il cuore [e nessun uomo me l'ha mai spezzato come hai fatto tu, non importa quanto l'abbia amato]  lo so che mi hai voluto un pochino di bene. Non ero la figlia che sognavi, non ero tua figlia come mi hai detto tante volte, ma lo so che una parte di te mi ha amata.
E io ti amo, non come i fidanzati, non come gli amici. Come i ricordi, come i padri, come qualcuno che poteva essere e non è stato. Tu ce la devi fare per quell'amore, per l'amore di tua moglie che si veste male ed è una stronza come te ma non importa nulla perchè adesso starà morendo ogni minuto un po' di più, perchè anche se fore la droga ti ha bruciato il cervello gli occhi belli ti sono rimasti, li ho visti nelle foto. Quando cerco un uomo, lo dicevo a Vanna, non lo confronto con mio padre, lo confronto con i tuoi occhi. Ed occhi che avessero un decimo in meno di passione non mi sono mai bastati.

E tu devi svegliarti, devi farcela. Anche se il nostro rapporto non mi darà più niente, anche se il futuro non ci riserverà nulla di buono o anche semplicemente se mi ferirai ancora. Va bene. va bene tutto. Di quello me ne occupo io, del dolore che verrà me ne occupo io, vedrò cosa farmene, vedrò come schivarlo. Non m'importa. Spezzami il cuore ma ti prego riaggiusta il tuo.

Perchè io non riesco ad immaginarla una vita dove non ci sei. Non adesso.


[e invece a te. Meritavo di più. Meritavo più rispetto mamma, più cura. Forse non riuscirò a urlartelo come vorrei, E lo vorrei davvero stavolta, ma è così. Meritavo di più che scoprire che l'uomo che mi ha allevato per dieci anni, con cui ho vissuto ogni giorno per dieci anni, aveva avuto un infarto ed era in coma da facebook. E non m'importa niente se l'hai fatto perchè volevi proteggermi, non c'è protezione nel nascondere un fatto così grave sopratutto sapendo, e lo sapevi cazzo, che mi bastava accendere il computer per venirlo a sapere. L'avrei scoperto lo stesso, solo che me l'avrebbe detto una voce amica a casa mia mentre ad abbracciarmi c'era il mio ragazzo, non un messaggio in una bacheca mente sono al lavoro e l'unica cosa che posso fare è camminare avanti indietro piangendo come una scema. Meritavo di più. Mi hai ferita e mi hai delusa]

Ma io tanto lo so che stai dormendo solo per scappare al caldo di questi giorni. Non avevi solo voglia di stare a prenderti il caldo di questi giorni e hai preferito fare un pisolino più lungo senza il ventilatore che fa pure venire il mal di gola. Però adesso basta eh? Adesso ti svegli e stai bene vero?

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 17:55
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mercoledì, luglio 15, 2009


Non è facile. Non è facile per me rapportarmi alle cose di tutti i giorni. Mi piacerebbe riuscirci ma invece scopro ancora ogni giorno che basta la minima cavolata a mandarmi in palla il cervelletto.

Non è facile. Non è facile per me pulire bene il pavimento perché rimangono sempre le macchie, anche se diluisco e gratto a fondo. Non è facile superare la mia pigrizia che fa sì che il suddetto pavimento in realtà non lo lavi tutti i giorni come dovrei e che spinge il mio ragazzo, a ragione, a mugugnare davanti ai peli del mio cane che troppo spesso trova vicino al letto e che gli si attaccano nelle calze [lo so che ti da fastidio, ci sto lavorando!]. Non è facile per me andare avanti vedendo ogni tre mesi, quando va bene, quella che considero come una sorella e sapendo di non poterla aiutare. Non è facile per me sentire mia nonna che urla a mio padre che non lo aiuterà più con i soldi del mio affitto e mia madre che mi dice che non sa cosa farci e che dovrò smettere di studiare, e ci sta alla fine eh, e lavorare full time  e magari trovare una casa in condivisione. [e sono cose che ci stanno, che dispiace ma succedono solo che io essendo fatta male ho paura, ho paura di perdere la mia indipendenza e al tempo stesso di iniziare davvero a lavorare perché non solo non saprei cosa fare ma ogni tanto mi sento come Will di About a boy che si chiede come facciano le persone a lavorare e lavarsi lo stesso giorno, ho paura, paura da morire di perdere il mio tempo, di crescere anche e di non riuscire a fare nulla. Ed è la prima volta che ne parlo e lo scrivo]. Non è facile per me nemmeno uscire con i miei amici a volte perché non riesco a fare a meno, per colpa mia e non altrui precisiamo, di sentirmi di troppo, di sentirmi così inutile e poco interessante agli occhi altrui da chiudermi ancora di più in  me stessa e scappare anche a una cosa bella come un cinema. Del resto, c’è una parte di me che continua a ripeterselo, chi vorrebbe uscire con me quando sono così? Quando le persone che ho accanto le trovo così belle, così brillanti, così stimolanti? Perchè dovrebbero volermi anche solo parlare, a me che non riesco ad elettrizzarmi all’idea di un locale fatto a cesso [che figata!] perché è un posto dove si balla e si canta al karaoke e non so ballare, non so stare a tempo senza rendermi ridicola e canto talmente male che in tu scendi dalle stelle mi facevano suonare il triangolo? [ canto solo in macchina con il mio ragazzo, con la musica alta, guardandolo negli occhi, sono gli unici momenti in cui riesco a scacciare dalla testa il mio patrigno che minaccia di buttare la cassetta di Natalie imbruglia dal finestrino se continuo a cantarci sopra da tanto faccio pena]. Non è facile. Vorrei tanto riuscire a renderlo, e ci sono giorni in cui mi impegno e i risultati sono buoni e mi sento fichissima e mi adoro, ma non ce la faccio. Faccio piccoli passi in avanti, e ogni tanto non ne faccio neppure perché insomma se ogni volta che go scritto questa frase avessi fatto un passo in avanti sarei andata sulla luna e ritorno a dir poco, ma continuo anche a rimbalzare indietro e spesso continua a non essere abbastanza per quello che voglio, per essere serena, per essere contenta. Non è facile, ma anche se vado giù non perdo la speranza che un giorno lo sia. Non voglio che la vita sia tutta in discesa, sai che noia?, ma vorrei che ci fosse un Sali e scendi maggiore, come nelle mie buche del minigolf preferite. Vorrei che ogni tanto quello che ho davanti, ma intendo proprio davanti, le piccole stronzate e non i grandi ideali, mi sembrasse più alla mia portata. Vorrei che la mia vita ogni tanto non mi sembrasse come Genova che è tutta in salita, perché anche le salite sono belle se sono fatte sui vicoli di una città che ogni tanto è di un grigio bellissimo ma cacchio le discese ti fanno  arrivare addosso così tanta aria che ti basta per star bene per secoli. Non è facile.

 

Ma voglio anche parlare, ha!, dei momenti in cui è facilissima. Perché questo è un pomeriggio che mi sta proprio sulle balle ma stamattina è stata bellissima e perché vengo da una settimana in discesa e non voglio dimenticarmene nemmeno un minuto per sentirmi ancora addosso tutta quell’aria e non aver paura delle salite.

La Corsica. La Corsica per anni era solo il posto dei miei fantasmi, dei miei ricordi, del dolore. Invece quest’anno quando abbiamo iniziato a parlare di una vacanza al mare e ho detto “Perché non a Calvì?” mi sono resa conto che non mi ricordavo perché non avrei dovuto volerci andare. Mi sembrava semplicemente un bel posto dove andare al mare. C’ero già stata? Ovvio ma che fortuna, un motivo in più per andarci perché avrei potuto fartela scoprire, perché avresti potuto sorridere e ti avrei potuto consigliare quale salamino prendere al supermercato.

In realtà non posso dire che quando sono entrata nel campeggio mi sono dimenticata di tutto, poi un genio ho scelto lo stesso!, posso però dire in tutta onestà che per quanto i ricordi ogni tanto riaffioravano rimanevano a distanza. In una scatola, in un angolo. Io sapevo che c’erano e ogni tanto li incrociavo con lo sguardo, come nel momento in cui ho visto il gestore del campeggio, lo stesso che non so più quanti anni fa era venuto a chiamarmi dicendo “Cecilia, la mamma non sta bene”, ma non mi facevano male e soprattutto non mi facevano paura. Starò sempre male per quello che è successo quella settimana, perché non riuscirò, per quanto possa impegnarmi, mai più ad abbracciare mia madre con la spensieratezza di quando avevo sedici anni, ma grazie a te ho scoperto che quel dolore può diventare una parte di me da cui non posso sfuggire, è vero, ma che non ha più nemmeno voglia di inseguirmi. Non so nemmeno se te ne sei reso conto ma mi hai liberata, e sono tutt’ora sicura che quelle bollicine di cui mi si è riempito il corpo non siano sintomo di stress ma come aveva detto una volta la dermatologa della fine di un periodo di stress. “Il tuo corpo è già stato male abbastanza. Ora che sa che tu stai meglio si concede una pausa, si concede di lasciarsi andare” senza di te non sarebbe mai successo. Ma tu questo nemmeno lo sai.

Come non sai che ci ho messi alla prova. Le mie, poche, storie ho appurato che non reggono mai una vacanza al mare. Non ho idea del motivo, o forse ho qualche ipotesi, ma quando vado al mare con qualcuno che mi piace improvvisamente non mi piace più. Le città sono facili, ti alzi, prendi la guida e giri. Ti sorridi, ti tieni la mano e via. Il mare invece è un casino, il mare vuol dire rilassarsi [hu!], lasciarsi andare, dormire sulla sabbia [con la bavetta che ti cola, che cola anche a letto lo so ma insomma di notte anche l’altro dorme e poi è buio al massimo rimane la chiazzetta secca la mattina dopo], non far niente. Il mare con qualcuno con cui stavo insieme per me è sempre stato l’inizio di una consapevolezza. Improvvisamente mi sembrava che quella persona non fosse più così una figata, che cos’aveva da stare tutto il giorno sdraiato a prendere il sole? Non si annoiava? Non vedeva che io, egocentric, mi stavo annoiando? Cosa avremmo fatto la sera, la mattina dopo, fra mille anni? Perché non si rendeva conto che la crema protezione 6 era troppo bassa? Cazzate lo so ma per me il mare è sempre stato questo. Arrivare lì credendoci le persone più speciali del mondo e tornare pensandoci le persone più noiose del mondo. E’ successo con Gitto ai tempi, sempre in Corsica, quando l’unica attività che facevamo era giocare a carte. E’ successo con Cla anche se ai tempi mi aveva già lasciata e forse non vale, però ricordo chiaramente che dopo mezza giornata avevo pensato che in realtà lasciandomi aveva fatto una buona azione, non tanto perchè fosse antipatico o meno ma perché semplicemente ci davamo sui nervi a vicenda anche quando non litigavamo, anche quando dormivamo.

Con te invece è stato diverso, e non saresti speciale se non fosse stato così. Con te semplicemente tutto è stato perfetto senza avere niente di perfetto, niente di travolgente o esorbitantemente fico.

 


E’ stato svegliarci la mattina, stare abbracciati stretti e vederti uscire per prendere i pan chocolat [che miracolo ti piacevano pure!] e prepararti la colazione e vederti sorridere perché ti ho pelato il salame anche se non capisci niente e con la buccia è moltissimo meglio. Andare al mare con una borsa rosa, due borse frigo [una per i panini, una per l’acqua], un ombrellone, un coccodrillo e un’orca! Fare il bagno, prendersi in giro, vederti che fai tremila foto anche ai panorami più improbabili. Addormentarmi tra le tue braccia sullo stesso asciugamano anche se ne abbiamo due. Leggere e interromperci a vicenda perché in uno dei due libri è successo qualcosa di bellissimo. Sentirti bofonchiare che IT è proprio una merda, ed è il libro più noioso del mondo ma obbligarti lo stesso a leggermelo la sera prima di dormire. Chissà se ti accorgi che quando leggi i dialoghi fai tutte le voci, ho sempre pensato che non lo facessi apposta. Giocare a racchettoni per cinque minuti, a palla, arrampicarci su Drillo e Ca e schizzarci nell’acqua. Far scorrere tutte le giornate come se non ne avessimo mai abbastanza di noi. Chiamarci Covone a vicenda e prenderci in giro perché mangiamo troppo. Fare la spesa e scegliere sempre la cassa più lenta e fare le gare con gli altri vicini. Ridere. L’aperitivo ogni sera, che mi fa pensare ai tuoi che fanno l’aperitivo ogni domenica, tu con le tue costosissime birre e io con la coca light e la coppa e le patatine e so che non è niente di particolare ma è un modo di coccolarsi, di non far sembrare tutto scontato come ogni volta che beviamo qualcosa e il primo brindisi lo dedichi sempre “A noi”.

Abbracciarti dopo la doccia. Cucinare per te che sei entusiasta della mia pasta all’amatriciana e te ne servi quattro piatti. Chiaccherare fuori sotto il portico. Vederti lavare i piatti, perché siamo una squadra no?, e mugugnare perché ci sono dieci gradi e voglio accendere il ventilatore. Ridere. Fare l’amore. Guardare Harper’s Island insieme con te che mi consoli per la morte di Cal e Chloe e poi chiederci tutto il giorno dopo chi sarà l’assassino. Addormentarci abbracciati.

 


Sei perfetto. Ti adoro.


Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 22:42
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